Oggi è difficile rendersi conto di quanto fosse audace quella decisione. Nel 1947 la Partizione collocò Lahore, capitale del Punjab indiviso, all’interno del Pakistan. Il Punjab indiano rimase senza un centro amministrativo, e la nuova repubblica — tre anni di vita, a corto di denaro, di cibo e di quasi tutto il resto — decise non di adattare una città esistente ma di costruire una capitale dal nulla, e di affidarne l’incarico all’architetto più intransigente d’Europa.
Le indicazioni di Nehru furono esplicite: la nuova città doveva essere libera dalle tradizioni del passato, espressione della fiducia della nazione nel futuro. Qualunque cosa si pensi del risultato, nessuno può accusarlo di timidezza.
Che cosa fu costruito davvero
Le Corbusier arrivò al progetto dopo l’uscita del pianificatore originario, Albert Mayer, e lavorò con Pierre Jeanneret, Jane Drew e Maxwell Fry. Il piano divide la città in settori numerati, ciascuno pensato per essere in larga misura autosufficiente, disposti su una griglia e serviti da una deliberata gerarchia di strade. Gli edifici di governo — il Segretariato, l’Assemblea, l’Alta Corte — sorgono insieme su uno spazio aperto, contro le colline Shivalik.
Il cemento è grezzo e la scala è enorme. Alcuni visitatori la trovano magnifica; altri la trovano disumana. Entrambe le reazioni sono ragionevoli, e la discussione è più interessante di quanto sarebbe un consenso.
La risposta che nessuno aveva commissionato
Il luogo più amato di Chandigarh fu costruito in segreto e contro la legge. Nek Chand, ispettore stradale, passò anni ad assemblare in silenzio un giardino di sculture in una fascia boschiva su terreno demaniale, usando macerie edilizie, braccialetti rotti, piastrelle scartate e rifiuti industriali: migliaia di figure, cortili e cascate, del tutto fuori piano.
Quando le autorità lo scoprirono, negli anni Settanta, avrebbero potuto demolirlo. Scelsero invece di proteggerlo e di mettere Nek Chand a libro paga. Che un regno popolare fatto delle macerie stesse del piano regolatore stia ora dentro quel piano, attirando più visitatori del Capitol, è il commento più eloquente che chiunque abbia mai offerto sull’intera impresa.
Come visitarla
Il Capitol Complex va organizzato in anticipo: resta una sede di governo in funzione, è richiesto un documento d’identità e l’accesso è guidato. Chi si presenta sperando di girare a piacimento viene respinto. Il Rock Garden è invece semplice, e si vede meglio presto, prima che si riempia.
Una notte è sufficiente. La città si colloca utilmente sulla strada verso nord, tra Delhi e Amritsar o salendo verso le pendici himalayane, e funziona meglio all’interno di un viaggio più ampio che come destinazione a sé. Da ottobre a marzo il clima è confortevole; le pianure del Punjab a maggio e giugno sono severe.
Domande, risposte
Perché fu costruita Chandigarh?
La Partizione del 1947 collocò Lahore, capitale del Punjab indiviso, in Pakistan. Il Punjab indiano aveva bisogno di una nuova capitale, e si decise di costruirla da zero anziché adattare una città esistente.
Chi progettò Chandigarh?
Le Corbusier, che lavorò con Pierre Jeanneret, Jane Drew e Maxwell Fry dopo l’uscita dal progetto del pianificatore originario Albert Mayer. A Le Corbusier si devono il piano regolatore e i principali edifici di governo.
Si può visitare il Capitol Complex?
Sì, ma soltanto con una visita guidata organizzata e con un documento d’identità, poiché è tuttora una sede di governo in funzione. Va prenotata in anticipo.
Che cos’è il Rock Garden?
Un giardino di sculture costruito in segreto nel corso di molti anni da Nek Chand, ispettore stradale statale, con macerie edilizie e materiali di scarto. Scoperto negli anni Settanta, fu conservato anziché demolito ed è oggi l’attrazione più visitata di Chandigarh.
