C’è un tempio in una valle boscosa degli Aravalli che è, secondo un criterio ragionevole, l’interno scolpito più bello dell’India — e si trova esattamente sulla strada tra Udaipur e Jodhpur, che quasi tutti gli itinerari del Rajasthan percorrono comunque. Moltissimi non si fermano. Resta una delle omissioni più sconcertanti del viaggio in India.
Che cos’è davvero
Il tempio Chaumukha di Ranakpur fu iniziato nel Quattrocento e costruito in marmo chiaro su una pianta di complessità straordinaria: quattro facciate, ventinove sale, ottanta cupole e millequattrocentoquarantaquattro pilastri. L’affermazione tanto ripetuta che non vi siano due pilastri scolpiti allo stesso modo è il genere di cosa che ci si aspetta sia un’esagerazione, e nel complesso regge all’esame. L’effetto all’interno non è la pesantezza della maggior parte dell’architettura in pietra, ma qualcosa di più vicino al merletto: luce che attraversa schermi traforati, cupole che si aprono sopra altre cupole.
Perché i templi giainisti hanno questo aspetto
La densità dell’intaglio non è decorazione fine a se stessa. Le tradizioni di mecenatismo giainista hanno convogliato la ricchezza mercantile nella costruzione di templi su una scala e con un livello di finitura che poche altre comunità hanno eguagliato, e i risultati — qui, a Dilwara sul Monte Abu, a Palitana in Gujarat — rappresentano una delle grandi imprese durature dell’artigianato indiano. Capirlo trasforma la visita: non si ammira più un bell’edificio, si legge un ragionamento scolpito nella pietra.
Come visitarlo
È un tempio vivo, perciò l’accesso turistico è limitato attorno alle funzioni: in pratica i visitatori sono ammessi di norma dalla tarda mattinata, e conviene verificare gli orari del giorno anziché darli per scontati. Ogni oggetto in pelle, cinture e cinghie della macchina fotografica comprese, va lasciato all’esterno. Si vesta in modo sobrio. La fotografia è in genere consentita nelle sale ma non sempre ovunque, e la luce è migliore a metà giornata, quando il sole scende attraverso le cupole.
Da abbinare a Kumbhalgarh
A mezz’ora di distanza sorge Kumbhalgarh, forte d’altura del Quattrocento la cui cinta muraria corre per circa trentasei chilometri: tra le più lunghe mura continue al mondo. Insieme i due formano una giornata piena e davvero memorabile tra Udaipur e Jodhpur, e trasformano un trasferimento che quasi tutti si limitano a sopportare nella parte della settimana di cui poi si racconta.
Domande, con risposta
Vale la pena visitare Ranakpur?
Sì. Il tempio giainista Chaumukha è tra gli interni scolpiti più belli dell’India e si trova sulla strada che quasi tutti gli itinerari del Rajasthan già percorrono tra Udaipur e Jodhpur, perciò includerlo costa pochissimo tempo.
Quanti pilastri ha il tempio di Ranakpur?
Millequattrocentoquarantaquattro pilastri di marmo scolpiti. La tradizionale affermazione che non ve ne siano due identici regge nel complesso alla prova diretta.
I non giainisti possono visitare il tempio di Ranakpur?
Sì. È un luogo di culto attivo, perciò l’accesso dei visitatori è di norma limitato a una finestra dalla tarda mattinata in poi. Tutti gli oggetti in pelle — cinture e cinghie della macchina fotografica comprese — vanno lasciati all’esterno, ed è previsto un abbigliamento sobrio.
Quanto dista Ranakpur da Udaipur?
All’incirca due-tre ore di strada, esattamente sulla rotta verso Jodhpur, il che ne fa una tappa naturale anziché una deviazione.
Conviene abbinare Ranakpur a Kumbhalgarh?
È l’abbinamento più ovvio. Il forte di Kumbhalgarh dista circa mezz’ora e la sua cinta muraria è una delle più lunghe al mondo. Insieme riempiono una giornata piena tra Udaipur e Jodhpur.
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